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MILANO

Consumo di suolo in Lombardia, legge ammazza-cemento o no?

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Consumo di suolo in Lombardia, legge ammazza-cemento o no? Un dubbio che è lecito porsi, riguardo alla normativa recentemente introdotta da Palazzo Lombardia. Perchè sul testo, le forze politiche si sono sbizzarrite dandone interpretazioni diametralmente opposte.
Se per il governatore Roberto Maroni, infatti, "le aree agricole e verdi non potranno essere più utilizzate per costruire. Si tratta di una svolta epocale, resa possibile con un provvedimento coraggioso e fortemente voluto dalla nostra Giunta e dalla maggioranza che la sostiene", la principale forza d'opposizione, il Pd, ritiene che non si possa "pensare di rinviare lo stop al consumo di suolo a quando saranno esauriti i piani di governo esistenti, ed è sbagliato partire con una proroga di tre anni".

Ma a favore ci sono per esempio gli animalisti del Wwf, secondo cui almeno "Regione Lombardia adesso fissa una data per lo stop al consumo di suolo. Fra tre anni si dirà basta. E questo è assolutamente meritevole. E' la prima legge regionale a fissare una data. Per noi questa è una cosa molto positiva".

Mentre, nel coro di no, anche Rifondazione comunista ("Dato il via libera al convenzionamento degli interventi attuativi su tutte le superfici previste dagli strumenti urbanistici vigenti, per la Lombardia significa 55.000 ettari di nuove urbanizzazioni di territori agricoli: una superficie superiore al territorio urbanizzato negli ultimi 15 anni!") e Patto Civico ("La Lega ha abbandonato gli agricoltori. Con una pessima legge che contraddice il suo stesso titolo, non riducendo affatto il consumo di suolo, Maroni e la sua maggioranza mettono a rischio migliaia di ettari di terreni verdi e coltivabili per dare spazio a ulteriori cementificazioni").

Maroni ha però infine replicato che la contestata questione dei tre anni di tempo per applicare la nuova norma "è stata richiesta dall'Anci. Il nostro testo prevedeva che si applicasse subito - ha spiegato - ma abbiamo accolto la richiesta dei Comuni di dare tempo, al massimo tre anni, affinché possano adeguare i loro Pgt. Nulla però vieta ai sindaci - ha osservato - di adottarla subito. Non c'è alcuna 'sospensione' della legge, i Comuni sono sovrani e possono decidere si applicarla subito o adeguarsi entro i prossimi tre anni". Lo dichiarano il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e l'assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi, dopo l'approvazione avvenuta ieri, poco prima della mezzanotte, in Consiglio regionale, della Legge sul Consumo di suolo. "Questo provvedimento - commenta Maroni - era al centro del mio programma elettorale e contiene una serie di norme mirate a tutelare l'ambiente e il paesaggio. Allo stesso tempo rispetta l'autonomia dei Comuni in tema di pianificazione urbanistica. La legge, inoltre, privilegia la riqualificazione e il recupero delle aree e degli edifici già costruiti". L'assess ore Beccalossi ha ricordato anche gli altri aspetti fortemente innovativi dell'articolato "prime, fra tutte, le misure di incentivazione, sottoforma di diminuzione dei costi e degli oneri di urbanizzazione, per gli interventi di recupero e ristrutturazione del costruito esistente e della valorizzazione delle porzioni di terreno dismessi". Inoltre, vengono inserite nuove restrizioni e vincoli per i terreni oggi considerati edificabili dai Pgt (Piani di gestione del territorio) dei Comuni. "Queste aree - aggiunge Beccalossi - potranno essere trasformate entro e non oltre i prossimi trenta mesi o torneranno a essere considerate per sempre zone verdi. Durante questo periodo transitorio sono comunque previste restrizioni e disincentivi economici, questa volta sottoforma di aumento dei costi di urbanizzazione". Con il sistema individuato nella legge, la Lombardia sarà inoltre la prima Regione a inserire nel proprio Ptr (Piano territoriale regionale) il raggiungimento dell'obiettivo europeo del 'consumo di suolo zero'.

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Autore:pdn

Pubblicato il: 04 Dicembre 2014

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