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«Serve lo stato di crisi del Turismo» Magoni: «Sarà  una stagione da dopo guerra, é il Covid-19 il vero protagonista»

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Ripartire presto e in completa sicurezza, ripensando il turismo in ottica Covid-19”. Per Lara Magoni, assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, solo la sinergia tra operatori e il dialogo con il Governo consentiranno la rinascita del settore. Un turismo nuovo che risponda alle norme igienico sanitarie imposte dal virus.

Dall’ipotetico “Bonus Vacanze” fino ai fondi europei, ogni singola azione mirata rappresenta un passo verso la tutela di tante attività.

Il turismo vale il 13,4% del PIL nazionale, in Lombardia parliamo di 56 mila pubblici esercizi, quasi 3 mila alberghi, più di 2 mila agenzie di viaggio e oltre e oltre 7 mila strutture ricettive non alberghiere, alle quali si aggiungono le numerose soluzioni abitative per soggiorni turistici brevi. Timidamente negli ultimi giorni è al centro del dibattito. Cosa ne pensa?

«Piano piano il trend sta cambiando, sempre più spesso si parla di turismo e questa tendenza mi fa ben sperare. L’immagine del nostro settore è gravemente ferita, occorre dare fiducia e spazio al dialogo. Al momento non esiste un solo decreto che parli di turismo… Perché? Come Regione Lombardia farò la mia parte, perché nessuno dovrà essere lasciato solo. La priorità resta sempre l’emergenza sanitaria, in questa drammatica situazione. Ho già scritto al Ministro Franceschini e continuerò a ribadirlo: serve lo stato di crisi del settore turismo. Al momento esiste un piano di straordinarietà basato su prestiti bancari agevolati, ma gli operatori hanno bisogno di altro, di un fondo perduto pensato per un settore completamente fermo e inestimabile per l’intero Paese».

Mercoledì scorso ha convocato un importante tavolo di lavoro con tutti gli operatori del settore.

«La sinergia è fondamentale in questo momento. In tanti hanno abbassato le saracinesche e molti non riapriranno. Troppe famiglie vivono nell’incertezza. In un clima di questo genere progettare il domani è complicato. Dobbiamo ripartire dalla fiducia e dalla credibilità dei nostri territori. Per ottenere questi risultati serve visione di squadra: dalla piccola realtà fino alla nota catena alberghiera. Ripartiamo dalla quiete dei nostri laghi e dalla montagna».

Ma occorre un cambio di paradigma…

«Certo. Il protagonista è il Covid. Fino a poche settimane fa pensavamo ai mercati internazionali, reduci da un 2019 di grandi numeri. Oggi il nostro obiettivo è un turismo di prossimità con un’offerta limitata. Sono esclusi gli eventi culturali e artistici come li abbiamo sempre conosciuti. Non possiamo arrenderci, dobbiamo ripensare il settore guardando a un protagonista invisibile e a tratti sconosciuto. Ripartiamo dalla sicurezza…»

Lei ha proposto al collega Giulio Gallera, la realizzazione di ambulatori Covid-19 nelle località turistiche. A che punto siete?

«E’ una novità che ha riscosso l’interesse di molti. Il nostro marketing territoriale deve cambiare e può ripartire solo dalla sicurezza. Non è possibile pensare a una vacanza che abbia i connotati di una permanenza in un centro diagnostico. Questi presidi territoriali ne sarebbero il corollario perfetto per trasmettere tranquillità».

Quali fasi ipotizza?

«Il post Covid ripartirà dalle montagne e dai nostri laghi. Le persone dopo tanti giorni di isolamento hanno bisogno di libertà, di spostarsi dalle città. Il turismo di prossimità sarà sicuramente protagonista dei prossimi mesi. Le seconde case rinasceranno, saranno avvantaggiate le strutture ricettive immerse nella natura. Non sarà un’estate come le altre, le aziende chiuse per quasi due mesi utilizzeranno ogni giorno per riprendere la propria attività e i dipendenti non avranno molti giorni di ferie. Sarà un 2020 atipico».

Intanto si pensa alla nascita di un “Bonus Vacanze”…

«E’ una grande opportunità, da utilizzare al meglio. La grande incognita resta la modalità di erogazione. Ma ho ribadito al Ministro un messaggio chiaro: non dobbiamo perdere nemmeno uno degli operatori che hanno contributo a rendere il turismo un attrattore strategico in questi anni. Saranno loro i primi ambasciatori del rilancio della Lombardia e dell’Italia. Ora mi aspetto dal Governo collaborazione e attenzione per ognuna di quelle famiglie che rischiano di perdere la propria attività. Tra Regioni e associazioni di categoria il dialogo è ottimo e siamo pronti. Ora tocca a Roma e all’Europa dare un segnale concreto e non più rinviabile».

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Autore:gac

Pubblicato il: 27 Aprile 2020

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