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MILANO

Sindaci in marcia per Liliana Segre: “L’odio non ha futuro” Presidente Guerra: «Sono necessari momenti di condivisione dei valori fondanti della nostra Costituzione come la tolleranza e la democrazia»

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Una scorta civica di 600 sindaci lombardi al fianco della senatrice Liliana Segre per «fermare l'odio».

Fascia Tricolore, passo spedito ma silenzioso, striscioni, scatti, democrazia e tolleranza, al di là del colore politico.

Queste le immagini del lungo serpentone di primi cittadini sfilato nella serata di martedì scorso da piazza Dei Mercanti alla Scala, passando per la galleria Vittorio Emanuele II sulle note di "Bella Ciao", dove ad accoglierli c'era la senatrice a vita, destinataria di minacce di morte, che ha archiviato tutto dicendo: «Stasera non c'è indifferenza. E l'odio lo lasciamo agli anonimi della tastiera». Successo, dunque, per la manifestazione organizzata da Anci, Autonomie locali italiane (ALI) e Unione province italiane (UPI).

Rispetto e democrazia i concetti su cui ha fatto leva il presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra. «In questo preciso momento storico – ha dichiarato poco prima dell’avvio del corteo – credo siano necessari momenti di condivisione dei valori fondanti della nostra Costituzione come la tolleranza e la democrazia. Ecco perché abbiamo subito sostenuto questa manifestazione contro l’odio e il razzismo e a sostegno della senatrice Segre». Stessa sostanza nella parole del segretario di Anci Lombardia, Rinaldo Redaelli, che ha affermato: «Abbiamo raccolto convintamente l'invito del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Chi, se non i sindaci, può lanciare un messaggio di unità e rassicurazione ai cittadini per alleviare le loro preoccupazioni?». «Come Anci Lombardia – ha poi aggiunto Redaelli – abbiamo deciso di chiedere l'ennesima prova di forza ai nostri sindaci per accostarci all’ iniziativa e attribuirle il giusto peso che meritava».

«Siamo scesi in piazza per condannare quello che è accaduto e anche le parole di violenza che sono arrivate a Liliana Segre», ha scandito durante la manifestazione il presidente dell’Anci, Antonio De Caro ricordando che molti dei protagonisti della protesta hanno pure firmato il manifesto delle parole non ostili, perché - ha detto Decaro - «bisogna ricordarsi sempre che quando si scrive davanti a un computer o davanti a un telefonino, dall’altro lato dello schermo ci sono delle persone che hanno dei sentimenti e delle sensibilità, quindi bisogna stare attenti alle cose che si scrivono». Sindaci schierati a sinistra, sindaci schierati a destra per le vie del centro di Milano. Tra questi, il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti (Partito Democratico), che ha detto «Quella di oggi è una visione d'insieme dell'Italia. Vogliamo infatti comunità fondate su sentimenti diversi dall'odio, che la senatrice ben riesce a incarnare». E il sindaco di Cesate, provincia di Milano, Roberto Vumbaca (lista civica), secondo cui «I principi che abbiamo fatto valere con la manifestazione devono far parte del patrimonio di chiunque».

«Ho manifestato perché ogni forma di razzismo, violenza e discriminazione non ha ragione d'essere. Chi strumentalizza tali concetti merita davvero poco spazio», ha concluso.

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Autore:fmh

Pubblicato il: 16 Dicembre 2019

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