(IN) Netweek

MILANO

«Regione solo confusione e slogan, serve chiarezza» Il consigliere M5S Dario Violi punta sulla progettualità 

Share

«E’ ora di ripartire, alla Lombardia serve progettualità e linee guida chiare, siamo la locomotiva di questo Paese, non si può sbagliare». Dario Violi, consigliere del Movimento Cinque Stelle e segretario del Consiglio regionale, non ha dubbi sulla ripartenza. «Il DL Rilancio è stato rallentato a causa di un tira e molla con le Regioni, ognuno ha necessità diverse e in una condizione del genere è necessaria estrema cautela nel prendere decisioni. Il DL porta con sé un buon equilibrio complessivo anche per pianificare il rilancio economico, il passo successivo spetta ai cittadini, la cui normalità è evidentemente cambiata, siamo chiamati ad una nuova responsabilità civica che prevede la distanza, la consapevolezza e il rispetto sociale».

E a livello regionale?

«E’ evidente lo stato di confusione di chi governa la Lombardia, siamo sostanzialmente fermi nell’ambito della sanità e del sostegno alle imprese, sull’erogazione del credito per non parlare del settore turistico. In altre parole: manca la visione complessiva, nonostante siamo ormai da due mesi in piena emergenza. E’ tempo di rielaborare piani strutturali di rilancio, il Covid-19 ha fatto emergere i limiti e gli errori della sanità Lombarda, non si è investito su quella territoriale e si è preferito ospedalizzare. Il settore privato la fa da padrone e non c’è nessuna ipotesi in Regione per una necessaria riforma complessiva».

Da ultimo il delicato tema test sierologici…

«La Lombardia, a differenza di altre regioni ha aspettato un mese prima di decidersi. Su questo fronte la confusione è stata totale: prima Gallera affermava che i test non fossero utili ora hanno deciso che possono essere utili, ma solo se il cittadino provvede a pagarli di tasca sua presso un centro privato. Regione non si è nemmeno degnata di calmierare i prezzi. Non solo, se malauguratamente un cittadino dovesse risultare positivo dovrebbe auto-isolarsi e provvedere, autonomamente, a farsi fare un tampone in grado di stabilire se sia o meno ancora contagioso. In pratica il cittadino lombardo deve riuscire, da solo, a fare ciò che Regione Lombardia in tre mesi non è riuscita a fare. Ditemi voi se questo può definirsi un sistema "modello"».

L’emergenza sanitaria oggi è emergenza economica. A che punto siamo?

«Anche qui siamo totalmente fermi, si sono tenuti in regione gli Stati Generali con le associazioni di categoria e con gli imprenditori ma abbiamo ascoltato solo slogan e propaganda sulla ripartenza con totale assenza di attenzione per i territori. Ora servono contenuti e l’innovazione deve tornare a essere una nostra eccellenza a partire dalla formazione professionale, che ancora oggi è tutta da ricostruire. La Lombardia è la terra dell’imprenditoria, il mercato oggi impone nuove iniziative la nostra regione».

E poi c’è il turismo: quello di prossimità e quello business

«Il Governo ha deciso di dare un sostegno agli italiani con il Bonus Vacanze, perché non dare un piccolo riconoscimento anche ai lombardi che decideranno di trascorrere le proprie vacanze sulle nostre montagne e sui laghi? E’ stato chiesto, siamo in attesa di risposte. Mettere in campo incentivi, ma soprattutto avere una missione chiara, sono un nostro obbligo. La Lombardia ha un grande potenziale turistico ma bisogna attivare una regia e una progettualità corale. Dal 3 giugno gli spostamenti si focalizzeranno sulle seconde case e diventa necessario accrescere l’attrattiva del territorio con una offerta adeguata che abbia ricadute positive anche per l’economia locale».

Il 18 maggio hanno aperto moltissime attività, soprattutto legate al mondo del commercio al dettaglio. A una settimana dalla fine del lockdown cresce la consapevolezza che molti non riapriranno. Il lavoro di giovani e donne è a rischio.

«Il 70% delle attività hanno riaperto lunedì scorso, molti però non torneranno immediatamente operativi, altri rischiano di non aprire mai più. Questo produce un impatto su famiglie territori ed enti locali che può essere devastante e le categorie più deboli rischiano di risentirne. Serve un’attenta collaborazione con gli enti locali per intercettare le debolezze, le nuove fragilità e le famiglie in crisi e risolvere per tempo quello che può diventare un problema molto più grave. Confido nei lombardi sono sempre stati grandi lavoratori capaci di risollevarsi e spesso hanno dimostrato di anticipare la politica. Regione Lombardia ha l’obbligo di creare per il nostro tessuto produttivo sinergie e reti sul mercato internazionale attraverso i temporary manager».

Leggi tutte le notizie su "Milano"
Edizione digitale

Autore:gac

Pubblicato il: 25 Maggio 2020

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Si parla di:



Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.