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MILANO

I papà  separati pagheranno l'Imu "seconda casa" sulla casa coniugale che hanno perso

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"La nuova tassazione sulla casa in vigore da quest'anno si configura come un'ennesima batosta nei confronti dei papà separati. Le nuove norme su Imu e Tasi, infatti, rischiano di avere pesanti effetti sulla categoria, verso cui il Governo centrale continua a mostrare una totale indifferenza". Lo dichiara Antonio Saggese, consigliere regionale del gruppo consiliare "Maroni Presidente" e vice presidente dell'Associazione Papà Separati Lombardia.

"Le precedenti norme ? spiega il consigliere ? stabilivano che ai soli fini dell'Imu il diritto di abitazione, essendo un diritto reale di godimento, doveva essere pagato da chi effettivamente aveva piena disponibilità della casa, pertanto il genitore che non aveva l'assegnazione ne era esentato. Con la legge che viene applicata nel Governo Renzi, che ha ridisegnato il nuovo assetto dei tributi comunali introducendo l`imposta unica comunale, si ricade nella confusione più assoluta. Il papà, che ha già perso figli, soldi e case, deve ora pagare "l'Imu seconda casa" sulla casa coniugale. Per una casa assegnata dopo la separazione o il divorzio, infatti, non si paga l'Imu, ma per la Tasi è una "seconda casa" e, il prossimo anno, il papà potrebbe trovarsi a pagare la mostruosa aliquota del 10,6 per mille. In più, essendo la Tasi a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile, si troverebbe a pagare la sua quota di Tasi sulla casa presa in affitto per ospitare i suoi figli".

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Autore:pdn

Pubblicato il: 04 Giugno 2014

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