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MILANO

«L’Italia deve ripartire! Crescita, shock fiscale, investimenti pubblici e made in Italy al centro» Al Mico di Milano Giorgia Meloni ha conquistato 2000 tra militanti, dirigenti e imprenditori

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«Il Conte bis è ormai all'ammazza caffè. Presto tornerà la democrazia. La crescita? Bisogna imitare Trump».

Strappa applausi Giorgia Meloni agli oltre 2000, tra militanti, dirigenti e imprenditori presenti nella serata di San Valentino al Mico dove fa tappa e pronuncia «il suo amore per Milano e la Lombardia».

Serata inusuale sì, anche se il canovaccio della leader di Fratelli d'Italia resta quello tradizionale.

Al centro dell’incontro i capisaldi della ricetta in grado di far ripartire l'Italia: crescita, shock fiscale, investimenti pubblici, difesa del Made in italy e confini, quindi spinta alla natalità e attenzione alle periferie.

Un occhio pure al duplice test delle elezioni per Palazzo Marino e Regioni. E' sulle note di Rino Gaetano, con «Il cielo è sempre più blu», che sale sul palco del centro congressi milanese.

E il pubblico l’accoglie con un caloroso applauso.

Giorgia Meloni a Milano. Come vede il capoluogo lombardo?

«E' una città che merita tanto. Una città per la quale stiamo facendo diversi ragionamenti. Penso sia una realtà in grado di avere ancora di più. E' la locomotiva d'Italia, ma il merito non è certo dell'Amministrazione Sala. A pagare caro, in questo momento, sono soprattutto le periferie, completamente abbandonate. Interi territori lasciati in balia di sé stessi. Pertanto vogliamo un sindaco che si occupi di tutti i milanesi, dentro e fuori dai Bastioni».

Dal panorama locale a quello nazionale. Quanto durerà il Governo Conte bis?

«Penso che avrà vita ragionevolmente breve. E' vero che il collante del potere è molto efficace. Ma è anche vero che senza visione, gioco di squadra e ricette condivise non si possono affrontare le intemperie di quest'epoca. Le scene degli ultimi giorni sono avvilenti per la dignità del nostro Paese. Qualcuno avrebbe dovuto pure rassegnare le proprie dimissioni e non lo ha fatto. Continueremo dunque a lavorare per mettere in luce tutte le loro contraddizioni e tornare a libere elezioni il prima possibile».

In sala su 2000 invitati 300 provengono dalla Brianza. Una realtà che per lei ha un suono familiare...

«La Brianza ha un grande valore affettivo per me. Lo è altrettanto per l'attenzione che riponiamo nei confronti del suo ruolo. Un ruolo di prim'ordine quando si parla di produzione, del Made in Italy e della sua difesa. Abbiamo lavorato molto per costruire e raccontare un modello economico capace di imitare la ricetta di Trump: shock fiscale, investimenti pubblici e difesa del marchio. Funzionerebbe benissimo pure in Italia» .

L’ultima manovra economica. Promossa o bocciata?

«Non mi convince un aspetto fondamentale, vale a dire che le imprese italiane sono ormai oggetto di saccheggio e disinteresse da parte delle Istituzioni. Viviamo in una Nazione in cui se vuoi fare impresa, diventi un nemico. Ma se invece la chiudi e fai il parcheggiatore abusivo, ti danno il reddito di cittadinanza. Per non parlare della tassa sulla plastica, delle accise sui carburanti, della tassa sulla fortuna. Quest'ultima dovrebbero pagarla proprio loro».

Fratelli d'Italia, dal canto suo, cosa propone?

«Stiamo continuando a fare proposte. Una di queste riguarda l'incentivo alla natalità. La nostra, infatti, è una Nazione spacciata se non si rimette a fare figli. Avremo sempre più persone da mantenere e sempre meno che lavorano per mantenersi. Nessuno fa nulla. E Fratelli d'Italia è in campo anche per difendere il prodotto italiano. Grazie al nostro impegno, abbiamo detto no all'eventualità che l'Unione Europea utilizzi il Nutri score, l'etichetta a semaforo. Le altre Nazioni hanno interessi ad andare contro la genuinità della dieta mediterranea».

E sulla difesa dei confini come la pensa?

«Esistiamo per far crescere l’Italia, anche internazionale. Un Paese che difenda i propri interessi. Così come fanno tutti. Penso che Matteo Salvini abbia fatto quello che chiedevano gli italiani. Piaccia o non al mainstream. Se crolla tale principio, la democrazia non serve più a nulla. Quanto alla sanatoria sugli immigrati irregolari mi viene spontaneo dire: perchè? Lo ius culturae, poi, è un tentativo di dare a tutti la cittadinanza» .

Cosa vede nel futuro di Milano?

«Lavoriamo per vincere alle prossime elezioni regionali, inoltre vogliamo creare un'alternativa seria all'Amministrazione Sala. Milano va alla grande per i milanesi non per Sala né il Pd. Con gli alleati combatteremo uniti. Porteremo questa Nazione che difenda i propri interessi. Non cambieremo idea il giorno dopo aver fatto una promessa».

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Autore:fmh

Pubblicato il: 17 Febbraio 2020

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